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VIAGGIO IN EUROPA

VIAGGIO IN EUROPA

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La presente pubblicazione è la prima traduzione completa in lingua italiana del manoscritto di Sulkhan-Saba Orbeliani Viaggio in Europa, scritto in forma di diario e considerato l’inizio delle relazioni di viaggio nella letteratura georgiana. Del Viaggio, compiuto dal 1713 al 1716, non si è conservata l’opera completa ma rimane solo la parte che riguarda l’Italia, Malta e la Turchia. Questo Viaggio è il racconto di una ambasceria tesa a convincere i sovrani europei dell’importanza di appoggiare la Georgia, paese cristiano dal 337, in una regione attorniata da imperi musulmani, safavidi e ottomani. Si apprezza come Orbeliani tessa i fili della sua missione grazie alla sua capacità di ascolto e alla sua dialettica, sottolineando l’unicità della posizione geopolitica della Georgia e la sua cultura improntata sul cristianesimo. Nello stesso tempo l’autore descrive in modo molto vivace gli usi e costumi delle corti visitate, con una precisione e una dovizia di particolari che catturano l’interesse del lettore.

Sono felice e onorata di redigere la prefazione a tale libro, tanto caro al popolo georgiano. Desidero esprimere le mie sincere congratulazioni e tutta la mia gratitudine alla Dottoressa Manana Topadze Gäumann, che ha fortemente desiderato portare alla conoscenza del pubblico italiano quest’opera che illustra e documenta la vita delle Corti di inizio XVIII secolo, con una ricchezza di dettagli ed una precisione minuziosa nella descrizione di ogni singolo luogo e monumento, guidando il lettore in un affascinante viaggio nel tempo. La Dottoressa Topadze Gäumann, attualmente docente di lingua georgiana presso l’Università di Berna, ha magistralmente tradotto il diario, grazie alla sua ottima e raffinata conoscenza della lingua italiana, ripercorrendo l’itinerario di Orbeliani tramite lunghe immersioni in archivi e biblioteche. Ha così potuto identificare, con una pazienza certosina, i numerosi personaggi che Saba ha conosciuto e individuare i luoghi e le occasioni di incontro. Le note a piè di pagina, a cura della Dottoressa Alessandra Sartori, accurate ed esaustive, permettono di penetrare agevolmente nel Viaggio.

Sulkhan-Saba (1658-1725), dell’illustre famiglia dei principi Orbeliani, fu nominato, per la sua cultura enciclopedica, precettore del principe reale Vakhtang Bagrationi del ramo di Mukhrani (1675-1737), futuro Re Vakhtang VI di Kartli, del quale era zio materno. Vedremo come queste due figure rimarranno per sempre legate alla vita culturale, politica e diplomatica del nostro paese. Appartenente ad una delle stirpi più antiche della Georgia, Sulkhan aveva ricevuto un'educazione ed una preparazione idonee a permettergli di giocare un ruolo rilevante nella cultura e nella politica del proprio Paese. Inoltre, nel 1688, profondamente religioso, era divenuto monaco nel convento di San Giovanni Battista, nel complesso monastico di Davit-Gareja. Egli lasciò un grande e importante patrimonio letterario e filosofico che segnò profondamente il pensiero politico del suo popolo. L'opera maggiore di Orbeliani è senza dubbio il Dizionario georgiano, ancora oggi metro e misura essenziale per quanto concerne la precisione delle definizioni: un lavoro monumentale comprendente 50.000 lemmi che lo impegnò per un trentennio (1686-1716). Ogni lemma non contiene solo il significato della parola, ma registra anche le varianti popolari o arcaiche e ne espone l'etimologia. Tra le altre sue opere citerei l’antologia La saggezza della menzogna composta da favole, aforismi e proverbi provenienti dal repertorio dei cantastorie e dalla letteratura popolare georgiana, ordinati secondo uno schema narrativo classico. La raffinatezza linguistica e l’umorismo sofisticato che usa Orbeliani gli permettono di trasmettere gli ideali morali della sua epoca e le proprie idee innovative e riformiste.

In quel periodo in Georgia vi erano tre regni, quello di Kartli, Kakheti e Imereti, con a capo di ciascuno un membro della dinastia Bagrationi. Vakhtang VI (1675-1737) diventò reggente del regno di Kartli dal 1703, sovrano dal 1716. È interessante notare che questo grande re era il pronipote della santa e martire regina Khétévane Bagration de Moukhrani. Avendo avuto come zio Sulkhan-Saba Orbeliani, Vakhtang lo chiamò a corte già dal 1703 come consigliere ecclesiastico e diplomatico, ben sapendo inoltre che insieme a suo zio avrebbe potuto realizzare i progetti innovativi che serbava nel cuore. In effetti, lavorarono insieme instancabilmente per diffondere la ricca cultura georgiana e promuovere il benessere del popolo, gettando nuove fondamenta per un'economia robusta e diversificata. Dal punto di vista squisitamente politico e diplomatico si dedicarono a consolidare l’unità del Paese e la sua indipendenza in un’epoca tumultuosa, determinati ad integrare pienamente la Georgia nell’ambito dell’Europa Occidentale. Vakhtang VI fu considerato il monarca che fece vivere al Paese la sua “età d’argento”, un periodo di rinascita intellettuale ed economica, durante un regno breve ma estremamente fertile. Sovrano illuminista ante litteram, egli è noto anche come letterato, critico, traduttore e poeta - ma secondo alcuni fu soprattutto un legislatore. Il cosiddetto Codice di Vakhtang VI, in vigore fino alla metà del XIX secolo, consiste in un Corpus di leggi che esisteva già in Georgia, ma che venne arricchito da modifiche ed aggiunte effettuate direttamente dal re, con la volontà di perseguire una politica giuridica unitaria, rafforzare il potere del monarca e introdurre inoltre le riforme necessarie alla società civile. Inoltre, sempre durante la sua Reggenza, creò una commissione incaricata di raccogliere i manoscritti degli Annali Georgiani e di redigere la storia della Georgia sino al secolo XVIII. Quest’opera titanica, portata a compimento nel 1745 da suo figlio Vakhushti, fu chiamata Descrizione del regno di Georgia. Vorrei richiamare un'attenzione particolare a questo lavoro che il Professore Gaga Shurgaia qualifica come “opera rivoluzionaria”. Scrive, infatti, lo studioso georgiano: “Vakhushti Bagrationi terminò, il 20 ottobre 1745, la sua Descrizione, in cui collocò nel quadro della storia universale la narratio continua e dettagliata del vissuto politico e culturale della Georgia dalle origini fino alla prima metà del XVIII secolo […]. Tradusse la sua particolare attenzione per i fatti geografici […] in approfondite e dettagliate descrizioni geografiche ed economiche delle singole regioni della Georgia, nonché nella compilazione di due apprezzatissimi atlanti […] e di diciannove carte comprensive di due tavole genealogiche […]. Fu così che Vakhushti fondò il concetto stesso di aγc’eraj “descrizione” di un Paese, che non poteva più scindere il passato e il presente di un popolo dagli aspetti politici, geografici, economici ed etnografici” [1]. Dal 2013, la Descrizione del Regno di Georgia di Vakhushti Bagrationi, ivi compresi gli Atlanti, è stata inserita nel Programma UNESCO Memoria del mondo. Nel 1709, il reggente Vakhtang deliberò inoltre di fondare a Tbilisi la prima tipografia della Georgia e dell’intero Caucaso. Chiese la collaborazione ad un suo eminente compatriota, l'allora Metropolita di Ungro-Valacchia, Anthimoz d’Iberia, che ebbe successivamente un destino di santo martire nelle Chiese Ortodosse di Georgia e di Romania. Tra le prime pubblicazioni della "tipografia di Vakhtang", oltre alle Sacre Scritture - la Bibbia, i Vangeli, gli Atti degli Apostoli, i Salmi e numerosi libri di preghiere -, troviamo il poema epico nazionale del XII secolo, Il Cavaliere dalla Pelle di Pantera di Shota Rustaveli. Il reggente stesso ne curò di persona l’edizione, corredata da ampi commenti che mostrano la sua prodigiosa erudizione. La stampa del poema medievale di Rustaveli ne permise la divulgazione - anche se quasi ogni georgiano ne sapeva già recitare lunghi brani a memoria e molte famiglie ne serbavano il manoscritto -, dando così un nuovo slancio a tutta una generazione di poeti georgiani.

Ma la Georgia all'epoca versava in una situazione molto grave, essendo soggetta alle mire espansionistiche e alla pressione militare della Persia Safavide. Nel 1712, Vakhtang VI, accompagnato da Sulkhan-Saba Orbeliani, si recò in Persia su richiesta dello scià Hosayn che, in cambio della sua protezione, lo invitava a convertirsi all’islam. Vakhtang rifiutò la conversione e fu trattenuto in cattività a Isfahan. Era venuto il momento di lanciare un’operazione diplomatica su vasta scala, che avrebbe potuto essere gestita con maestria da Sulkhan-Saba, in precedenza inviato da Vakhtang in varie missioni per consolidare le alleanze. Il viaggio dell’ambasciatore del re georgiano in Europa aveva inoltre lo scopo di intensificare le relazioni commerciali tra la Georgia e i Paesi occidentali, indebolite nel XVI secolo e riprese per l’appunto solo nella seconda metà del XVII secolo. Tale ambasceria si iscriveva nella millenaria storia dei rapporti tra la Georgia e Roma - sia quale Impero Romano, sia quale Stato Pontificio. In quell’epoca, i più potenti monarchi nell'Europa Occidentale erano il Sovrano Pontefice Clemente XI e il Re di Francia Luigi XIV. Vakhtang VI incaricò Sulkhan-Saba di recarsi in Francia alla corte del Re Sole, e di rendere poi visita al Pontefice nella Città Eterna per stringere gli auspicabili accordi. La missione in Europa durò dal 1713 al 1716.

Nella ricorrenza del trecentesimo anniversario, il giornalista Professore Paata Natsvlishvili compì un viaggio che ha ripetuto con esattezza l’itinerario percorso da Sulkhan-Saba Orbeliani trecento anni prima. A questo evento fu dedicata una pubblicazione in quattro lingue - georgiano, italiano, francese, inglese-, presentata a Roma, a Castel S. Angelo, dall’ Ambasciata di Georgia presso il Quirinale e dall’Ambasciata di Georgia presso la Santa Sede.

L’incontro con Luigi XIV ebbe luogo, nonostante il deterioramento della salute dell’anziano re e, dal materiale di archivi ben noto, risulta che fu cordiale e che a Sulkhan-Saba Orbeliani furono tributati grandi onori. Purtroppo questa parte del diario non esiste più, invece tutto ciò che riguarda la Corte Pontificia è conservato e si potrà costatare dalla lettura del presente volume come Clemente XI abbia riservato all’ambasciatore georgiano onori fuori dalla norma: lo ricevette diverse volte in udienza tenendolo  vicino a sé, volle che potesse assistere a funzioni solenni e private, che visitasse tutti i monumenti civili e religiosi che si trovavano a Roma, organizzò il viaggio di rientro in patria di Orbeliani, che attraversò gran parte dell’Italia fermandosi, possiamo dire, nella maggior parte delle città. Numerosi documenti riguardanti  le relazioni tra la Georgia e l’Europa dal VI secolo in poi, ivi compresa la missione di Orbeliani, sono custoditi in diversi archivi degli Stati Europei e soprattutto nell’Archivio Apostolico Vaticano, nell’Archivio della Propaganda Fide: particolarmente notevoli sono due lettere di Sulkhan-Saba, risalenti al 1709 e al 1714 (la prima inviata dalla Georgia, la seconda, in cui chiede aiuto per liberare il Re Vakhtang VI dalla prigionia in Persia, probabilmente dalla Francia). I suddetti documenti, studiati a suo tempo da vari ricercatori, sono stati recentemente rivisitati e riesaminati da studiosi georgiani allo scopo di sistemarli, catalogarli e digitalizzarli. Di fatto, nell’ambito di un progetto sponsorizzato dalla Fondazione Nazionale Scientifica “Shota Rustaveli” e avviato nel maggio 2023, i nostri studiosi condurranno la ricerca sia nell’Archivio della Propaganda Fide, sia nell’Archivio del Collegio Urbaniano, del Collegio Russicum e della Congregazione delle Chiese Orientali, così come nel 2012 un altro folto gruppo di ricercatori aveva potuto lavorare presso gli archivi del Vaticano e in quelli di diverse Congregazioni e Ordini. Benché non fosse stata coronata dal successo, la missione di Sulkhan-Saba Orbeliani, con i suoi incontri con il Pontefice e gli altri illustri personaggi, costituisce una pagina essenziale nella storia dei rapporti diplomatici del nostro Paese.

La Georgia contemporanea aspira tuttora ad un futuro nell’Unione Europea. È la sua strada naturale. L'adozione del cristianesimo, che ebbe lungo e glorioso percorso in questa terra, determinò in gran parte lo sviluppo futuro del Paese; in questo modo, la Georgia legò il suo destino alla civiltà occidentale intraprendendo il percorso politico-culturale prima verso Roma, poi verso tutta l'Europa, con la scelta di diventare un membro degno a pieno titolo della famiglia europea. È degno di nota rilevare che dal 2004, ogni anno, il 3 novembre, giorno della nascita dell'eminente diplomatico, scrittore, educatore e personaggio pubblico georgiano Sulkhan-Saba Orbeliani (1658-1725), si celebra la Giornata della Diplomazia Georgiana, festeggiata dalle nostre missioni diplomatiche stabilite ormai in tutto il mondo.

 

Khétévane Bagration de Moukhrani

Ambasciatore di Georgia presso la Santa Sede e

presso il Sovrano Militare Ordine di Malta

 

[1] G. Shurgaia, Vaxt'ang I Gorgasali Re di Kartli: alle origini dell’autocefalia della Chiesa ortodossa di Georgia, Roma: Pontificio Istituto Orientale, (Orientalia Christiana Analecta, 303), 2018, pp. 46-48.

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