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L'amico diabolico, Come fui amico del Fuhrer e sopravvissi

L'amico diabolico, Come fui amico del Fuhrer e sopravvissi

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Questa opera di genere storico e dalla lettura coinvolgente, espone il totalitarismo Nazista in Germania tra le azioni della figura hitleriana, i ricordi del suo amico Luigi, e l’attività del nipote di lui. La narrazione si snoda tra minuziose descrizioni del cruciale momento storico in cui sono rappresentati eventi, dinamiche, strategie politiche, aspetti psicologici ed eccessi di rabbia, in un contesto sociale che segnerà la storia dell’umanità con la negazione delle libertà negate e dei diritti fondamentali dell’essere umano.

L'autore

 

 

Un libro introspettivo e di analisi delle situazioni via via descritte, con uno stile sofisticato e diretto, che racconta in maniera minuziosa ed efficace, dettagliati aspetti di un periodo storico tra i più oscuri dell’intera umanità.

All’interno dello spaccato di una famiglia, quella dell’autore, si connota parallelamente la ricostruzione originale aderente alla realtà e totalmente coinvolgente della mente di uno degli uomini che purtroppo ha cambiato per sempre la storia dell’umanità. Una peculiare biografia di Adolf Hitler incentrata sul suo aspetto psicologico, in un lunghissimo viaggio nell’oggettivazione dell’evento più profondamente devastante del secolo scorso. Dall’incredibile labirinto familiare da cui fuoriesce il ragazzo Adolf, con i suoi pazzeschi deliri di grandezza, i metodi di suggestione diretta, le scalate al potere, le pretese dittatoriali e le atrocità, si giunge all’argomentazione dell’esperienza limite di un’umanità disfatta.

L’opera oltre ad essere storico-biografica, è interdiscipli-nare: psicologica, sociologica, antropologica, filosofica. Tocca diversi aspetti, analizza in profondità la più aberrante delle ideologie di un disumano leader, attraverso un esaustivo resoconto e si estende in un’esposizione minuziosa, con testimonianze ampiamente documentate. Traccia in maniera oggettiva e con naturalezza l’identità del personaggio manipolatore dalla personalità psicopatica, connotandolo tra manie e difetti, mentre spiega ampiamente il rapporto con ciascuna delle figure descritte, mostrando come sia stato possibile che quest’uomo senza alcuna esperienza di governo, partendo da caporale, sia riuscito a soggiogare un’amministrazione statale rodata guidata da un’esperta classe dirigente. Ne viene fuori un quadro esaustivo sui moventi e le decisioni cruciali della politica hitleriana antisemita.   

Il romanzo storico descrive il rapporto di amicizia nato tra i banchi di scuola tra il Fuhrer e Luigi, nonno dell’autore che è caratterizzato, da ricordi trascorsi tra risate e lacrime, ma tutti vissuti da parte sua con amore e rispetto, anche dopo aver conosciuto i risvolti negativi dei nefasti avvenimenti che si sarebbero succeduti in futuro. In questo caso il sentimento di amicizia lo condiziona sin da piccolo in una contrastante situazione di incongruenza, tra giudizio e pregiudizio nei confronti dell’amico, che segna profondamente il percorso di vita del diplomatico.

Lo scrittore Giovanni Barone, fondatore della corrente artistico-letteraria Poesipittura, nuova forma d’arte che unisce poesia e pittura in un’unica opera, trova nella scrittura una nuova dimensione espressiva. 

Il tutto si ambienta negli anni Novanta a Ceppaloni, piccola cittadina del Sud Italia. La placida vita dell’anziano Luigi Barone viene improvvisamente stravolta quando tre studiosi tedeschi gli fanno una sgradita visita e lo interrogano su alcuni segreti che ritengono custodisse. I tre chiedono a Barone di confessare alcune gravi verità a lungo taciute, sul suo vecchio amico Adolf Hitler.

Nessuno aveva mai saputo di questa sua amicizia e l’incredibile rivelazione lascia tutti increduli. Grazia, sua moglie, il nipote Giovanni e l’amico Ernesto, abituali ospiti di casa Barone restano esterrefatti. Luigi rievoca con Ernesto la sua amicizia col Fuhrer, narrando di come essa avesse accompagnato lo scivolare della Germania, dell’Europa, prima verso il nazismo e poi verso la seconda guerra mondiale, senza che lui riuscisse ad impedirlo. Ma tra Barone e Hitler vi è più di una semplice amicizia, negli ultimi giorni di guerra, infatti, Barone compie per conto del misantropo una missione diplomatica presso la Nunziatura Apostolica a Berlino.

Una lettura fluida e scorrevole che arriva dritta alle profondità dell’essere che si sveste delle sue corazze e si racconta nei dettagli di immagini e situazioni di tutta una vita nella rincorsa di un folle sogno che diventa realtà.

Un resoconto desunto dal contesto nella rievocazione del passato, tale da poterlo considerare oggettivamente un vissuto pieno di forza emotiva all’origine dei ricordi positivi e negativi di un ragazzo che si approccia ai cambiamenti che si sono susseguiti nei decenni. Racconta come ha lasciato andare e superato determinate crisi adolescenziali dovute al mancato raggiungimento di alcuni obiettivi, che da ragazzo sembravano importanti e che sono sfumate a favore di altre che hanno preso il sopravvento con maturità e freddezza. 

Il voler rompere gli schemi predefiniti di una società con la creazione del totalitarismo nella Germania nazista, l’odio verso un popolo che si detesta, bypassano gli aspetti socioculturali dominando con un binario di genere arbitrario ed imposto dalla sua personalità conflittuale.

L’analisi dell’autore si articola nello scenario di un ampio approfondimento sulle articolazioni del potere dove un’area non rappresentativa si sviluppa in modo così pervasivo e devastante col dispiegamento di un’imponente infrastruttura militare in uno stato, che con la sua organizzazione complessa e centralizzata determina vita e morte con decisioni ineffa-bilmente estreme.

Barone, per inserire in una cornice di ampio respiro la sua analisi, tratteggia poi il felice incontro tra la gallerista Francesca, figlia di un diplomatico italiano a Berlino durante la guerra, e il nonno Luigi. In lui nasce un sentimento improvviso, che lo riporta un anno dopo a rincontrarla, ma capisce che è prigioniera di un sistema che inevitabilmente farà il suo macabro corso nel susseguirsi degli eventi. Gianni, dopo aver aperto un baule del nonno, chiuso con un lucchetto, con grande commozione trova una raccolta di documenti di una rarità unica, con novità scottanti come quella che il Fuhrer non sarebbe morto a Berlino, e che la prima bomba atomica era opera della Germania, insieme ad altri misteri. Tra le carte trova inoltre una lettera firmata da Francesca.

Gianni dovrà recarsi a Torino ad incontrare il dottor Giuseppe di Battista, influente personaggio che aveva messo in atto una legge capace di influenzare la realtà fisica e comprese che Francesca era stata una figura importante in quello scenario internazionale.

Tra le riflessioni più interessanti dell’opera meritano di essere menzionate quelle inerenti al rapporto tra pensiero tecnocratico e nichilismo politico che conducono il lettore, tramite un’analisi introspettiva, a ragionare su ipotetici scenari finali diversi. 

In queste pagine si apprende come la missione del protagonista sia la riduzione della popolazione nell’ottica di un’esecrabile idea concernente l’esercizio dittatoriale del potere.

Il volume di Giovanni Barone pone all’attenzione del dibattito pubblico una tematica di fondamentale importanza, sicuramente sempre attuale: il rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali dell’essere umano negato nel momento più difficile della storia dell’umanità.

Mary Potenza