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Quadretti di pensiero con pennellate di parole

Quadretti di pensiero con pennellate di parole

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Codice Prodotto: 00181
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Memoria, cuore, ragione: queste le sfere spirituali, questi “i territori” dell’ interiorità umana da cui provengono le tematiche trattate nelle composizioni  che l’ autore, rifiutando l’ etichetta di poeta o filosofo, ma ritenendosi semplicemente cassa di risonanza, interprete di vibrazioni che emanano da diverse situazioni, suggerisce di considerare “ quadretti di pensiero”.Veloci pennellate di parole racchiudono un fatto o un momento psicologico nel punto più alto della sua manifestazione e rappresentano situazioni sia singolari che generali, ragion per cui  il linguaggio è volutamente ambivalente: ogni quadretto racchiude un significato letterale, circoscritto, ed uno più ampio, dunque universale.Non sempre il verso risponde a precisi schemi metrici: esso può essere considerato anche al di fuori del contesto della composizione per l’ emozione che suscita. E se i termini appaiono decisamente forti, ciò è dovuto al fatto che si vuole colpire, stimolare l’immaginazione e la riflessione con un verso che, pur avulso dal contesto, in ogni caso mantiene una sua musicalità interna ed un significato autonomo. L’unica classificazione possibile è la distinzione fra un primo gruppo di quadretti (da “Uomo solo” a “La fotografia”), che rappresentano semplicemente una realtà, e un secondo, di cui fanno parte composizioni nelle quali si avverte l’affiorare del principio di speranza, unitamente alla percezione di una possibile via di uscita da situazioni di sofferenza. Poco importa se la solitudine incalza, se la speranza pare fievole, se a volte ci si sente sospesi, svuotati d’ amore: il male è solo una contrapposizione dialettica rispetto al bene, tutto è destinato a concludersi positivamente. Volutamente non c’è datazione delle composizioni, poiché la sensibilità, legata ai motivi trattati, è avulsa dal tempo e valida a prescindere da esso. Temi sempre presenti sono la sofferenza e la gioia, sentimenti mai presentati in situazioni indipendenti, a sé stanti, ma in stretta interazione con l’uomo e la natura ed anche tra di loro, concretizando rapporti che inducono ad una presa di coscienza intessuta sempre e comunque di speranza. Ed è proprio grazie a tale speranza, “seme di futuro”, che senza alcuna esitazione è possibile asserire che “Vivere è  (…) sfidare (…) la morte vivendo con la vita”.       

 

Laura Mascherpa

Mariella Riva