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La storia delle Scuole Elementari “Vincenzo Giudice”

La storia delle Scuole Elementari “Vincenzo Giudice”

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Il tempo è un grande insegnante,

ma sfortunatamente uccide tutti i suoi alunni.

                                                 (Hector Berlioz)

 

Prima d’ogni cosa, sento doveroso esprimere all’autore un sentito ringraziamento per avermi voluto affidare la presentazione di questo interessante studio di storia ebolitana: una cosa che certamente mi onora e mi lusinga, ma che prima ancora ho accolto con piacere, desideroso di poter testimoniare in queste brevi righe oltre che, naturalmente, i meriti dell’autore per questo suo significativo contributo alla conoscenza della storia locale, anche la genuina vena storica e l’entusiasmo (che ho potuto constatare di persona, nelle sue frequenti visite all’archivio scolastico) con cui ha affrontato quell’impegnativo lavoro di scavo e di ricerca delle fonti che consente di “interrogare” le carte e di far rivivere al lettore la storia e le emozioni di eventi che se anche ormai lontani nel tempo, sono indelebilmente impressi e continuano a vivere e ad agire nella cultura e nella coscienza collettiva di un popolo.

Quello di Armando Voza rappresenta, senza dubbio, un lavoro storico degno della massima considerazione, per più di una ragione.

La prima, è che esso riporta “spaccati” della storia di Eboli forse poco conosciuti agli stessi ebolitani, fornendo informazioni e conoscenze utili a ricostruire la verità degli eventi storici, così come risultanti dalle fonti ufficiali. E già questo sarebbe sufficiente a conferire al lavoro il pregio di ricerca di notevole oggettività storica e di indubbio spessore culturale.

La seconda ragione è che, attraverso la conoscenza della storia di Eboli, il lavoro di Voza contribuisce non poco a favorire ed alimentare il recupero e la ricostruzione della stessa identità storico-culturale degli ebolitani. Cosa questa di non trascurabile importanza e valore in un’epoca, come la nostra, pervasa e dominata ormai dalla cultura e dalle dinamiche della globalizzazione in ogni settore e manifestazione della vita socio-economica e culturale, dove le visioni e le barriere campanilistiche, non solo locali, ma persino nazionali si sono da tempo diluite e confuse nel profetico “villaggio globale” di Mc Luhaniana  memoria. Ebbene, in uno scenario esistenziale come questo, il richiamo all’identità storico-culturale locale, come quello operato da Voza nel suo lavoro, è opera altamente meritoria perché è solo partendo da tale identità, dalla consapevolezza di una memoria collettiva e del senso di appartenenza che una comunità o un popolo si rende pronto ad aprirsi e a commisurarsi con altre culture e civiltà, in una prospettiva interculturale di reciproco rispetto e accettazione, vivendo così appieno l’odierna realtà “globale” di un unico “destino” planetario che accomuna l’intera umanità.

La terza ragione è più circoscritta e riguarda da vicino la nostra scuola. La ricerca storica di Voza rappresenta, infatti, una preziosa fonte di conoscenza per il nostro curricolo scolastico di “Ricerca territoriale”, introdotto ormai da anni nella nostra scuola nel quadro delle opportunità concesse alle scuole autonome di elaborare, con quote orarie prelevate dal curricolo nazionale, un proprio curricolo locale che offrisse risposta alle esigenze formative del territorio su cui la scuola opera e che nel nostro caso ha, appunto, per oggetto la conoscenza del territorio ebolitano in tutte le prospettive di indagine possibili, da quella folcloristica a quella paesaggistico-geografica, da quella storica a quella artistico-espressiva per finire a quella socio-culturale e politica. Ebbene il lavoro storico di Voza costituisce, senza dubbio, una “guida” o una sorta di “libro di testo aggiuntivo” utile ad insegnanti e ad allievi della nostra scuola e, pertanto, assume per noi anche un valore “pratico” che non toglie affatto importanza ai valori “storici” e “culturali” precedentemente illustrati, ma che anzi si aggiunge ad essi, completandoli.

Per le suesposte ragioni, e non ultimo per la sua prosa scorrevole ed accattivante, questo pregevole lavoro di storia locale andrebbe letto da tutti. E naturalmente, per prima, da tutti gli ebolitani, per nutrire costantemente quel senso di appartenenza che solo rende “comunità” un insieme di persone che vivono sullo stesso territorio.

dott. Nicola Pisani,

Dirigente scolastico del 1° Circolo

didattico di Eboli