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Progetto d’amore

Progetto d’amore

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Ho sempre stimato il Prof. Mario Festa per la sua gentilezza e la sua signorilità: una vera perla di gentiluomo e lo ringrazio per aver sottoposto al mio modesto giudizio questa sua ultima fatica letteraria, di grande spiritualità, infatti nel leggere le sue poesie, mi sono chiesta più volte: “E’ un angelo o un uomo ad averle scritte?”

Il libro è dedicato all’Amore, come energia infinita che muove la vita ed è sublime come l’amor cortese, senza fine come le cose eterne, limpido nella purezza della sua autenticità, senz’ altra finalità che l’acquiescenza al dominio del primo Dio del mondo.

Le vene del suo sentire attingono direttamente al mare immenso della sorgente dell’Amore.

Il suo testo si divide in tre parti : nel primo, tratta l’Amore per Dio, di cui ogni altro amore non è che un raggio e che da solo basta, laddove ogni altra cosa venga meno, secondo quanto attesta nella prima poesia, che somiglia a un Salmo di Davide: “Dio è l’amico più grande, l’amico vero, sincero, fedele che non delude mai e tutti ama”. E ancora:” Chi percorre le strade dell’amore, arriverà alla sospirata meta: abisso di Luce divina ed entrerà in comunione con il nostro Signore, conquistando l’eterna felicità”. E conclude la quarta opera: “ …tutto finisce, solo l’amore sfida il tempo e vince. Non muore con la fine del tuo terreno viaggio”.

 Naturalmente vi sono poesie che esaltano l’amicizia, che costituisce la forma più elevata dell’amore e la poesia “Gli amici miei” è un canto che prorompe dal profondo del cuore, per coloro che sono emarginati e desidero enuclearla per intero, perché ci dà la misura della qualità del sentimento di questo vero uomo del nostro tempo.” Gli amici miei sono i barboni che dormono nei cartoni sulle panchine della mia città./Gli amici miei sono i carcerati che vivono nell’inferno di una prigione, sognando la libertà./ Gli amici miei sono i poveri, quelli che piangono, gli affamati, gli ammalati, che lottano disperatamente in un letto d’ospedale, per sopravvivere./ Gli amici miei sono gli svantaggiati, i dimenticati da tutti, gli ultimi della società che fanno festa se ricevono un sorriso./ Sembra di leggere una poesia di Gesù. Penso che avrebbe scritto le stesse cose.

Si sofferma sull’amore per i deboli che “… subiscono ingiustizie, molestie, umiliazioni. …andrebbero lodati, incoraggiati, invece vengono calpestati e derisi da uomini prepotenti e stupidi”.

Non poteva mancare di considerare l’amore per la famiglia che “ …scalda il cuore con il suo bene , mi dà gioia infinita, meraviglie che non trovo in altre realtà.”

In altre poesie l’Autore lamenta la mancanza d’amore per la Natura, nella quale egli si rifugia , “quando la vita si fa amara” e per la quale prova” un gran dolore nel constatare che la gente, l’avvelena continuamente.”

Nella seconda parte, descrive l’amore salvifico di una donna, che lo libera dalla valle della solitudine e lo conduce, per sentieri insperati, verso la gioia e la bellezza di una nuova vita.

“Tu conosci la via per parlare all’anima mia…” - “Regina, mia regina, nel tuo mondo d’oro trovo ogni tesoro”

“Ove sei tu, tutto diventa poesia…” –” Respirando la tua soave compagnia, cadono gocce di cielo nell’anima mia”.

“Sei più… più della libertà, della felicità, dell’allegria, di un dì di festa, della pace dopo la tempesta./

Sei più…più di un sogno stupendo, più della speranza, più di un’abitudine, più di un viaggio avventuroso che

fa conoscere le più belle cose. Sei più di tutto”.

 Tutte le poesie sono in lingua, ma ve n’è una in vernacolo: “ Suonno o realtà”, notevole per la sua musicalità, e qui si palesa l’autore di canzoni ch’è stato.

La terza parte è l’attraversamento della prova, quasi un’ordalia, per testimoniare di aver veramente meritato un dono impareggiabile e il ritrovamento della persona amata,dopo un breve, ma doloroso distacco,perché un amore così nobile non può finire, ma eternarsi per la delizia degli Angeli e degli uomini.

Le poesie si susseguono, consentendoci di seguire, palpito per palpito, l’ascesa del sentimento, con figurazioni che per leggerezza e soavità gareggiano con quelle usate dal massimo Poeta.

Nelle sue rime infatti la donna è ispiratrice, creatrice di nuovi mondi di luce e di bellezza e senza di lei impera il buio, l’assenza di ogni stimolo vitale: è lei il paradiso e senza di lei non vi è che l’inferno.

L’Autore ha già pianificato il resto della sua vita, all’impronta del più grande progetto d’Amore ch’è la creazione di questo mondo, la cui eccellenza cerca di riflettere nelle sue azioni.

Ringraziamo il Poeta che, generosamente, ci ha permesso di guardare nella sua grande anima, mostrandoci i tesori del suo alto sentire e testimoniando a quanti leggeranno questo libro, come la Poesia aiuti a scoprire l’intima bellezza delle cose, che i più, frettolosamente vivendo, ignorano.

Auguriamo al Prof. Mario Festa ogni successo e ogni gioia, anche se ha già conseguito il maggior premio: la consapevolezza che l’Amore è l’Artefice dei mondi e il vero sostentamento di tutto: l’inizio e il fine di ogni cosa creata.

 

Angela Furcas