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Odusia

Odusia

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“Il viaggio è la struttura originaria di ogni testo letterario; ogni testo evoca la nozione di vita come viaggio: il libro stesso è simbolo di un viaggio, percorso che fa il lettore leggendo simultaneamente a quello che compie dentro di sé e all’interno della personalità di chi scrive”.

Il filosofo tedesco Martin Heidegger nel suo libro “In cammino verso il linguaggio” sostiene che “quello che rimane identico nelle forme del pensiero non è altro che il cammino” e le strade del pensiero celano sempre un aspetto misterioso. 

Il cammino rappresenta pertanto il viaggio che ogni uomo compie nella vita, cammino che si arricchisce di esperienze, di affetti, di incontri, di parole, di dialogo, di apporti di scambi umani e culturali, tanti passi di un andare nel mondo e nel tempo che ci è dato di vivere. 

Il viaggio dell’uomo diventa cosi un “giardino di simboli” con cui si esprime la nostra evoluzione e le trasformazioni modificano il nostro essere, quasi un terreno comune di metafore perché familiare a tutti gli esseri umani che si muovono dietro le spinte del corpo o del vento.

Il suo potere simbolico risiede nella universalità dell’esperienza, del movimento, del dinamismo della vita: di queste e del desiderio di conoscere, di scoprire alternative inimmaginate, di svincolarsi dai lacci dei sistemi sociali, dell’irrequietezza, il viaggio è espressione.

Ciò che muove l’uomo nel mondo è da ricercarsi, pertanto, in quella ripulsa misteriosa tra l’immagine che una persona ha di sé e quella che gli altri hanno, tra quello che è il suo vivere nella realtà e quello che vorrebbe essere.

In sintesi l’evoluzione del viaggio nel tempo vede il passaggio dal nomadismo a spostamenti per finalità diverse, al viaggio di piacere, al viaggio virtuale.

Cambia anche l’idea che caratterizza la spinta a viaggiare, dal senso di fatica, prova, sacrificio (nei miti arcaici, come in Ulisse, Giasone , Ercole), a ricerca di purificazione nel Medio Evo (Dante e la Divina Commedia), a celebrazione dello spirito d’avventura e di conoscenza (Il Milione di Marco Polo, Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America) a resoconto di racconto e di esperienze nel ‘700 (ricchi giovani nel “Grand Tour” in Europa), a desiderio di fuga, di erranza nell’anima e nella memoria o negli spazi della coscienza nel ‘900 (esempi in letteratura sono: Il fu Mattia Pascal di L. Pirandello; La coscienza di Zeno di Italo Svevo; Gita al faro di V. Woolf; L’Ulisse di J. Joice).

“C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato.

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