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La nostra guerra, la mia guerra 1942-1945

La nostra guerra, la mia guerra 1942-1945

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Dalle pagine di questo diario storico la testimonianza cruda e dura dei militari italiani catturati dai tedeschi dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943.

“ItalienischeMilitär-Internierte” ossia Internati Militari Italiani era la denominazione che i tedeschi diedero ai soldati italiani catturati durante i vari rastrellamenti e che furono deportati in luoghi appartenenti al Terzo Reich.

Una volta catturati veniva chiesto loro se volessero continuare ad essere soldati e combattere nelle file dell’esercito tedesco o nel caso che non avessero accettato, diventare “ospiti” di campi di detenzione in Germania. Una piccola parte accettò di arruolarsi, gli altri divennero prigionieri di guerra e precisamente “militari italiani internati”, uno status che impediva loro di usufruire di garanzie precise riservate ai prigionieri di guerra. Alla fine di quest’ultima molti divennero “lavoratori civili”, costretti a prestazioni dure e pesanti e proprio per il fatto di essere lavoratori e non prigionieri non poterono neanche usufruire dell’aiuto della Croce Rossa.

Il presente lavoro, molto toccante e sicuramente di grande importanza per la sua testimonianza storica, ci conduce in quei luoghi di detenzione bui e tremendi dove la vita umana era annullata in tutto ciò che possiede di spirituale divenendo solo carne da macello e forza lavoro sfruttata da uomini abbietti.

Io non entro nel merito della vicenda perché non voglio anticipare nulla al lettore che prego di essere lento e attento nello sfogliare queste pagine onde percepire la tragedia di un’intera popolazione e meditare su quanto è avvenuto e ancora oggi purtroppo avviene sotto i nostri occhi.

Tutti dovremmo ripudiare la guerra… tutti dovremmo sforzarci di evitarla… tutti non dovremmo più ricadere in quella sete di potere e di dominio che ha macchiato la storia e deturpa l’animo dell’uomo.

Ognuno di noi deve poter gettare un seme di pace che prima o poi cresce e germoglia e se in tanti lo avessimo fatto…oggi la pace sarebbe diramata certamente in modo più ampio. Complimenti all’autore per aver deciso di pubblicare questa triste testimonianza che spero possa essere utile alle future generazioni per “mai più” rivivere una pagina di storia tanto efferata e crudele.

 

 

 Giuseppe Barra

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