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Il campo delle tre fave

Il campo delle tre fave

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… 10 giugno 1940: il Duce comunica agli italiani di aver consegnato agli ambasciatori di Gran Bretagna e Francia la dichiarazione di guerra che porterà, promette solennemente, alla creazione di un “impero italiano”.

… Febbraio 1944: Salerno diventa la quarta capitale del Regno d’Italia.

In quest’arco di tempo si snoda la narrazione delle vicissitudini del protagonista: Amedeo, che, coinvolto nella guerra, dopo la disfatta, prigioniero degli inglesi, viene condotto in un campo del Nord Africa.

Qui, con altre centinaia di uomini, è costretto a vivere in condizioni terribili; unica razione giornaliera di cibo: tre fave secche e crude, un tozzo di pane ammuffito, pochissima acqua non potabile con cui dissetarsi e … lavarsi!

Unica consolazione per Amedeo, è il pensiero di Graziuccia che ha amato fin dalle scuole elementari e che, spera, attenderà il suo Amedeo senza impegnarsi con qualcun’ altro.

Accorata e tremendamente avvincente è la descrizione del ritorno dei reduci che, dopo l’orrenda prigionia, devono anche affrontare i disagi e le peripezie di un viaggio fortunoso che, si spera, li riporterà a casa.

Alla fine, Amedeo riesce ad arrivare al tanto sospirato paese natio: Montecorvino Rovella (SA) e ritrova la sua Graziuccia che è ormai una giovane donna: carina, sensibile e delicata.

Non è facile per lui dichiararle il suo amore e ancor meno, in seguito, chiederle di sposarlo, ma, pur tra timidezze, balbettii e rossori, alla fine ci riesce e, superando altri mille ostacoli, i due giovani riescono a sposarsi.

E’ un romanzo avvincente e coinvolgente, crudo e delicato, drammatico e romantico e, più che una narrazione storica, è una bella, dolce, delicata e, talvolta terribile e sconvolgente favola che si conclude con il lieto fine del matrimonio di Amedeo e Graziuccia, nonostante gli orrori di una terribile inutile guerra, i patimenti di una disumana prigionia e le insopportabili peripezie del lungo disastroso viaggio di ritorno verso l’agognato paese natio.

Nella Cuomo

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