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Sul filo del tempo

Sul filo del tempo

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Sprazzi di luce nel profondo buio dell’anima solitaria illuminano mente e cuore di una Artista che, con palese pudore, mette a nudo parte di sé per regalarci ricordi, sensazioni, attimi di intima meditazione su eventi atmosferici, cari luoghi solinghi, unici, avvolgenti che regalano gioia e calore al suo animo sensibile e innamorato della Natura.

            Ed è la Natura mostrata nelle forme di mare abissale, cielo sconfinato, nubi silenziose, bianchi gabbiani, intensi colori, vento birichino, montagne imponenti, che travolge l’Autrice in un abbraccio possente e la invita a guardarsi attorno, a cercare ed ammirare la bellezza del Creato in un filo d’erba ripiegato su se stesso, in un mormorio d’acqua fluente, in una carezza d’onda spumeggiante, nei colori essenziali di fragili fiori, estetico linguaggio senza voce del Cosmo smisurato.

            Tutto è bellezza per l’Artista, tutto è forza d’animazione che sprona l’animo, sposta l’attenzione, suscita, con un inatteso flash-back improvviso, sentimenti, ricordi, emozioni sublimi. “Ed il mio spirito s’inebria” recita l’autrice, “annullandosi nell’immensità”.

            E sono l’immensità dell’Universo, l’infinità del cielo, l’abisso del mare, la maestosità delle montagne rocciose che fanno sentire l’artista una cellula invisibile della Natura e, contemporaneamente, uno spirito acuto capace di godere di ciò che il suo sguardo le permette di vedere: “… ed il nulla / e l’assoluto invadono l’animo mio / e il mio spirito / in alto si leva /e vola /…oltre la scogliera” in cerca di pace e di libertà.

            Vola lo spirito dell’Artista, vola libero oltre il visibile, oltre il tempo e lo spazio, verso l’ignoto senza limiti, alla ricerca, forse, di quella mano divina che ha dato Vita al Creato: “Ma io, finalmente nello spazio / leggera nell’aria, / minuscolo essere dell’incommensurabile, / ho vissuto il sogno della mia Libertà”.

            Essere libera per ritrovare se stessa, per sentirsi viva nella Vita, per adempiere al suo compito umano: godere di ciò che la circonda, placare la tensione dinanzi all’unicità degli eventi naturali, sentirsi parte attiva della Natura: “…E non resta altro che guardare / e ammirare / e perdersi nell’oblio / dell’immensità!”  E nell’immensità, tra silenzi, sogni e speranze, illusioni e appagamenti, l’Artista non interrompe la sua ricerca di Verità, di ricordi remoti, di voli pindarici che danno vita al suo Io malinconico ma non angosciato, ansioso ma non disperato, sereno perché capace di “sentire, / assaporare / il piacere dell’essere tra i tanti!” –Il piacere di Esistere.

            In un afflato di generoso coinvolgimento umano, l’Artista continua: “… E silenzi / per ascoltare il mormorio del mare, / per perdersi / con lo sguardo / lì, lontano, / sulla linea / tra cielo e mare, / per ascoltare / il cuore / e sentire / insieme / la bellezza /e l’assoluto… / Per emozionarsi /ancora, sempre, Insieme”.

            Insieme vuole assaporare la bellezza del Creato, ma cerca “il silenzio / per ritrovare / la propria essenza” per ritrovare l’amico mare, l’amico vento, l’amico Uomo sempre presente nell’esistenza di ognuno di noi. Perché all’Uomo non resta, in definitiva, che “Amare / oltre il tempo / oltre l’orizzonte / per riconquistare / ogni attimo / di vita / lì in attesa!

            E l’attesa è anche volare senz’ali oltre l’orizzonte per sentire “l’essenza della mia esistenza”; è invito a sognare, ad appagare la libertà di pensiero dell’Homo sapiens; è il rispetto che l’Autrice mostra per ogni essere pensante che, se è il fulcro del Creato, è altresì il depositario responsabile di quei Valori universali riconosciuti da tutta l’Umanità.

            La Nostra non tralascia di comunicare ai lettori il suo personale pensiero sul divino che sottende a tutte le liriche della sua silloge: “… essere tra i tanti / è preghiera /ancora, / ed è cantare /ancora. / Ed è gioire…sempre”.

            Dalla lettura attenta dei versi della Lepore, dallo scalfire nel profondo delle sue parole, dal portare alla luce il vero senso dei suoi impliciti ed espliciti messaggi, ci si sente coinvolti e pronti ad assecondare la sua incisiva preghiera verso l’Assoluto che, al di sopra del concreto e del reale, guida la nostra quotidianità e ci addita la giusta via per raggiungere la luminosa Eternità: “… grazie, mio Dio / per la voglia che ho / di Amare!

            In questa epoca di materialismo, pragmatismo, tecnicismo, è ormai lapalissiano ad ognuno di noi che solamente una catena d’Amore potrà salvare il Mondo dalla solitudine, dall’odio, dal dolore cocente.

 

Battipaglia, 23 febbraio 2011

Santina Gervasi

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