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Alle falde di una roccia

Alle falde di una roccia

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“ALLE FALDE DI UNA ROCCIA” è una raccolta di 50 +1 liriche dedicate a Rofrano, paese natio: comprende parte delle composizioni più significative della prima raccolta “ROFRANO LA TUA LUCE NEL TEMPO” ed altre di nuova composizione.

La poesia, sin dagli inizi, ha utilizzato le immagini della natura per esprimere le istanze comunicative e simboliche e nessun elemento è deformabile e adattabile a questi fini come l’acqua, priva come è, di una forma definita.

Su uno sfondo simbolico in cui acquistano rilievo gli elementi antichi fondamentali, insieme all’aria, alla terra, al fuoco, l’acqua appare legata ai concetti del tempo e della memoria, variando in immagini e forme per veicolare un ventaglio di messaggi e concetti anche opposti.

L’acqua, presente nella Bibbia, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento e anche presso i Greci e i Latini, custodisce in sé i segreti degli eventi di cui è testimone: varia il significato a seconda delle tradizioni di riferimento e, come simbolo, richiama il mistero della vita, riunisce in sé passato e futuro, morte e rinascita e il concetto di emozione, d’intuizione, di purificazione e anche di rinnovamento, di riflessione, e di trasformazione.

Il pensiero poetico, così come è sottolineato dal titolo della copertina, ha privilegiato in questa raccolta, oltre l’acqua, anche il territorio, che, come è noto, si apre alle falde della RAIA DEL PEDALE, un terreno costituito da rocce calcaree, marnose, di sedimenti stratificati, di paesaggi quasi lunari, spogli e brulli ma ricchi di acque nel sottosuolo. Bellissime rocce e massi brulicano su scarpate irte e come obelischi si ergono maestosi verso il cielo. Così è “Il masso erratico”, lirica posta quasi in apertura della raccolta a sottolineare le difficoltà ad interpretare “ciò che si cela in una pietra tormentata”. Ma l’animo di chi abita questa terra, se pur tormentato, ha fuso l’indecifrabile colore delle pietre scistose con il candore del calcare che si mescola insieme ai bellissimi colori del sole, tra l’arancio, il senape, e gli uomini sono schietti, testardi, ambizioni, pieni di vitalità e, soprattutto, amanti delle proprie origini e della terra natìa.

In merito, poi, alle altre proposte, il tema romantico del sogno, come punto di contatto con una realtà altra, fuori dallo spazio e dal tempo, si intreccia con altri temi presenti nella raccolta.

La riemersione della memoria coglie:

- quello importante degli affetti dai quali traspare “la pietas del cuore”;

- quello dei percorsi di vie ravvivati dall’immaginazione;

- quello della struttura urbanistica e della ricchezza artistica collegata alla architettura delle chiese antiche, dei palazzi, ai quali la storia e il paesaggio hanno lasciato la loro impronta;

- quello di attività, caratterizzanti i lavori del tempo, alcune delle quali sono ora scomparse, mentre altre si sono modificate.

Il naufragio delle istituzioni presente nell’ambito della famiglia con l’accentuarsi delle separazioni, dei divorzi o del difficile rapporto tra genitori e figli, si riflette anche qui, sia pure mitigato.

Ma se il contesto sociale sembra aver perduto punti di riferimento, forse il richiamo alle radici, ai nostri affetti più cari, alla memoria, del nostro passato, di quello che siamo stati o che siamo, potrà essere un corrimano a cui aggrapparsi o un’ancora di salvezza.

In strofe libere, con o senza rima, la versificazione alterna parole descrittive ad altre riflessive e fa uso di metafore, di assonanze, di paragoni, e di altre figure retoriche nella difficile ricerca di indagare, attraverso le immagini, il cammino dell’anima e il senso del vivere, pur in un velo di luci soffuse, come appare talora, al tramonto, la luce del sole.

Lidia Loguercio

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