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Trasfusione di Sangue. Omicidio, suicidio, martirio o miracolo della scienza?,

Trasfusione di Sangue. Omicidio, suicidio, martirio o miracolo della scienza?,

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La religione senza la scienza è cieca e la scienza senza la religione è zoppa

Albert Einstein

 

Come di consueto il Dott. Vittorio Campagna, Autore di questo testo, è alla ricerca della trasparenza, sgombra dalle nubi di false interpretazioni per liberare l’umanità confusa dal loro inutile gravame.

Gli uomini hanno raggiunto un buon livello di percezione e dovrebbero essere pronti ad accogliere le sferzate della sua scrittura che le diradano e creano oasi di luce nell’azzurro.

Ci ha abituati ad amare la verità, a cercarla, perché la verità vuole emergere. E diritto di ogni cosa creata di apparire agli uomini nella sua vera veste e non di essere ignorata, poiché ogni cosa prima di esistere deve rispondere al richiamo di Chi l’ha generata ed essere confacente allo scopo per cui l’ha inviata nel mondo.

Grave è la responsabilità di chi concepisce l’errore e lo divulga, anche se in buona fede.

Egli giustifica le sue asserzioni alla luce della ragione, della Scienza e del buon senso.

Credere in qualcosa contraria alla ragione non è fede, ma fanatismo. L’uomo non dovrebbe mai credere contro la propria ragione. In tutti i tempi, uomini di potere si sono azzardati a prendersi gioco degli umili e dei disinformati, propinando loro ciò che consentisse un pieno controllo sulle masse, asservite con ingegnosi e alquanto discutibili mezzi di persuasione che ancora oggi vengono praticati e diffusi nel mondo.

Solo chi ha una mente illuminata può comprendere che ciò che non salvaguarda l’integrità dell’essere umano e non gli favorisce ciò che Dio gli ha concesso e cioè di vivere i suoi giorni al meglio è in errore.

E’ qui che si innesta l’annoso problema della donazione del sangue per permettere ad un essere umano di sopravvivere ad un incidente di percorso.

Ogni creatura nasce con un progetto di vita destinatogli e l’esecrazione non cade su chi gli consente di completare il suo ciclo di vita , ma su chi glielo impedisce.

La donazione del sangue passa da vivente a vivente, non si uccide una persona per donare il suo sangue

ad un altro, ma si soccorre chi sta in pericolo perché continui a vivere.

E’ un’operazione di complemento alla creazione, di soccorso al piano di Dio, non di sottrazione.

Perché dovrebbe essere lasciato al caso il decorso della vita di un uomo, mentre la scienza ha scoperto il modo di riparare al danno occasionale? Non ha forse il Creatore investito l’uomo di poteri salvifici per il suo prossimo?

Non gli ha forse dato vita perché a sua volta la dia ad altri?

La vera fede non rende ottuse le persone, ma le apre ad orizzonti che vanno al di là del finito, negli incommensurabili spazi della misericordia di un Dio buono e generoso.

Egli è costantemente in contatto con ogni creatura ed è più vicino a noi delle nostre mani. E’ l’idea di un Dio vendicatore che dà adito ad interpretazioni assurde, ma Dio è Amore, come ha detto Gesù ed è questo il Dio di tutta l’umanità.

L’umanità è abbastanza martoriata e calpestata dai poteri che lucrano sul suo asservimento materiale e spirituale, in chi potremmo sperare se Dio non fosse Amore?

Un Amore che l’uomo ancora non conosce perché non conosce il bene che Lui ha riposto dentro di sé.

Basta una scintilla di conoscenza di quel Bene supremo per interpretare al meglio le Sue Leggi e non affidarsi alle congetture ferree e dispotiche di uomini non ispirati.

Ci illudiamo di essere parte di una civiltà ed invece siamo in pieno oscurantismo. Ancora serpeggiano

false credenze e si attribuiscono a Dio cose lontane dalla Sua volontà.

I limiti che imponiamo a Dio sono i nostri limiti perché non lo cerchiamo nella traccia che ha lasciato nel nostro cuore a luce imperitura, ma nei limiti di una mente ottenebrata da false interpretazioni.

Dio non ci impone dei pesi maggiori di quelli che possiamo portare e invece ci sono uomini che caricano i loro fratelli di insopportabili fardelli.

Cuore e mente devono agire in simbiosi per poter essere sicuri di procacciare il maggior bene al nostro prossimo.

Ringraziamo l’esimio Autore per quest’ulteriore prova di coraggio intellettuale e morale, in favore del retto pensiero e della conseguente retta azione perché di lui non si dica, quando finalmente se ne riconosceranno i meriti e l’impegno costante, che non si sia prodigato, a qualsiasi costo, a rendere giustizia alla Verità.

 

 Angela Furcas

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